domenica 5 luglio 2015

"QUASI AMICI- LES INTOUCHABLES"

Come ci si sente ad esser vivi in un corpo morto? A vivere ogni giorno con la voglia di evadere, di scappare via da quella che è una vera e propria prigione di sogni, aspettative ed emozioni.

Philippe è prigioniero del proprio corpo, ogni sigolo gesto quotidiano come farsi un bagno o mangiare per lui è impossibile senza l'assistenza di qualcuno: la sua vita imprigionata nella lussuosa villa subirà una svolta quando si troverà faccia a faccia con l'esuberante Driss, ragazzo di colore, disoccupato con svariati precedenti penali, che vive nelle Banlieux Parigine, le periferie povere della capitale Francese, e che va avanti grazie a sussidi da parte dello stato.

Una banale scommessa tra i due cambierà profondamente le loro vite: Driss verrà preso in prova come assistente personale di Philippe per un mese, e nel corso di questo tempo i due inizieranno a scoprirsi, a vedere l’uno nell'altro quello che nelle loro vite manca.

Due personalità e vite agli antipodi potevano incontrarsi, scontrarsi ed avvicinarsi solo dietro ad uno schermo, ma non è così: "Quasi Amici- Les Intouchables" è tratto da una storia vera. Il vero Philippe ha accolto con entusiasmo il progetto di una pellicola dedicata alla sua vita, ma ad una condizione: doveva essere una commedia, un'opera divertente e non un film strappalacrime che si concentrava a suscitare soprattuto sentimento di pena e compassione per i due protagonisti.

"Les Intouchables", prodotto dalla coppia Olivier Nakache e Éric Toledano, raggiunge mirabilmente questo obiettivo: fa ridere ed arriva allo stesso tempo dritto al cuore.

Anche se Driss può ballare, correre e farsi il bagno senza l'aiuto di nessuno, Philippe invece, vivendo su di una sedia a rotelle, fa volare la sua mente ben oltre: riesce a tuffarsi nei più piccoli particolari di un opera d'arte e si lascia trasportare dalle note delle opere di Vivaldi; sarà Philippe che in una scena del film che si farà lanciare con il parapendio insieme ad un Driss completamente terrorizzato alla sola idea.

La commedia vuol far ridere dell'invalido o ridere insieme a lui? Denigrare la disgrazia o affrontarla con il sorriso prendendo per mano il paraplegico? Quel che fa di "Quasi amici" un film realmente divertente è proprio la mancanza di sfruttamento dell'invalido come figura che suscita compassione. Il personaggio di Philippe viene posto allo stesso livello di Driss, che è nel pieno della salute fisica cosìcchè i due personaggi si controbilanciano e si completano: non è solo Driss a dare molto a Philippe, ma è anche lo stesso Philippe a dare molto a Driss, così da cambiare in meglio anche la sua di vita. Philippe supera gli ostacoli che i pregiudizi dell'alta-borghesia francese potrebbero avere nei confronti di un individuo come Driss: lo accoglie in casa propria e si fida di quell'estraneo esuberante e simpatico mettendo nelle sue mani inesperte la cura della propria persona. Il film descrive il crescere di un'amicizia evitando quella scelta cinemotrafica che alterna l'avvicinamento al distacco dei due protagonisti. L'amicizia di Driss e Philippe rende superfluo il "quasi" del titolo tradotto in Italiano: il loro è un rapporto sincero, spontaneo e fondato sulla lealtà.

 

A volte molti ostacoli fisici sono di minore importanza ed intralcio a confronto di quelli che invece sono ostacoli mentali, come le paure ed i pregiudizi.


 

American Sniper


Il patriottismo americano  tutto a stelle e strisce non è evidente solo il 4 luglio, ma è una costante nella vita di ogni cittadino americano, dalla musica, alle bandiere che sventolano fiere fuori la porta di ogni casa fino ad arrivare anche ai numerosi film di stampo patriottico. L’ultimo celebre film di Clint Eastwood è uno di quei film patriottici che celebrano la vera storia del miglior cecchino delle forze militari USA: Chris Kyle
La vita di Chris Kyle non è una semplice storia di guerra, di granate e di sangue versato in Iraq, ma è la storia di un cane da pastore, cioè colui che con determinazione e lucidità agisce per difendere chi ama a costo della vita, colui che lotta contro i lupi per difendere il proprio gregge.

Ogni americano fin dalla più giovane età è educato alle armi e ad un amore incondizionato verso il proprio paese, un amore che può portare a spingere un uomo a lasciare la famiglia per mettere al primo posto la nazione.  La prima vittima di Kyle   come cecchino è stata un bambino con una granata in mano, a sangue freddo, come colpì per la prima volta un cervo  nel bosco in una delle battute di caccia da ragazzo con il padre : immagini che rimangono impresse nella mente di un uomo, Chris è diventato leggenda per dovere e non per prendersi la triste fama del cecchino che ha fermato con un sol colpo 160 cuori.

Clint Eastwood ha dipinto la figura di Chris celebrandolo non tanto come la leggenda che nella sua carriera nelle forze armate aveva contato 160 vittime, ma come l’eroe che più di una volta ha salvato i compagni  e come uno dei tanti militari che è costretto una volta tornato a casa ad avere ancora in testa gli orrori della guerra, fantasmi che nella vita di chiunque abbia vissuto la guerra non riesce a lasciarsi alle spalle ma diventano incubi nella quotidianità.

Non voglio dilungarmi tanto sulla tematica trattata dal film che ha suscitato al momento dell'uscita sui grandi schermi della pellicola non poche critiche, ma sull’aspetto umano che ha voluto dare il regista alla storia e sulla incredibile interpretazione di Bradley Cooper: la maggior parte del film è ambientato sul fronte di guerra, spesso dalla visuale del cecchino che decide le sorti delle persone che corrono sotto la sua visuale in basso, come un angelo della morte, in un secondo, il tempo di premere il grilletto.

Il regista ha messo in scena una sorta di Western ambientato al di là dell’oceano, forse per mettere ancor più in risalto le origini texane da Cowboy di Chirs: i buoni contro i cattivi, l’eroe che salva tutti e che allo stesso tempo vuole fuggire dai riflettori e dalla fama che si è fatto sul campo di battaglia. Non è facile neanche per un eroe tornare alla vita normale, a passare il tempo con i propri cari senza dare di matto al primo rumore sospetto che rievoca le immagini strazianti di una guerra: il lato oscuro di ogni veterano che porterà con sé nella tomba insieme alla consapevolezza di aver ucciso padri, mariti e figli come lui e di non esser riuscito a salvare molti compagni ed amici sul campo di battaglia.
La triste ironia della sorte farà sì che Chris venga ucciso da uno di quei veterani affetto da disturbo post traumatico da stress: il film finisce con le reali e toccanti immagini del corteo funebre in onore di Chris , un uomo dai forti valori, un padre ed un marito ed un figlio della sua tanto amata America.

 

lunedì 16 marzo 2015

Gone Girl - L'amore bugiardo

E' il thriller che ultimamente ci ha tenuto appiccicati allo schermo del cinema: Gone Girl L'amore bugiardo è un film intrigante, adattamento cinematografico del romanzo di Gillian Flynn, diretto da David Fincher.
Un apparente coppia felice che lascia New York per la campagna del Missouri, entrambi ormai giunti alla fine delle loro carriere e sembra anche sul lastrico della loro storia d'amore.
Lei si è trasformata nella donna che si era promessa di non diventare, la classica casalinga noiosa e paranoica e lui si trova a gestire un bar insieme alla sorella.
Al quinto anno del loro anniversario arriva la svolta: Amy sparisce improvvisamente dalla vita di Nick lasciando dietro di sé i pochi indizi di una caccia al tesoro che tradizionalmente ripetevano ogni anno per il loro anniversario.
Tracce di sangue in casa, una presunta gravidanza, un amante ed un alibi poco sicuro sembrano gettare sospetti sul marito Nick, ma se tutto fosse una macchinazione ingegnosa come quella romantica caccia al tesoro per incastrarlo?
I mass media si scagliano contro quello che sembra l'ennesimo caso di violenza casalinga di cui siamo spesso spettatori davanti ad un telegiornale.
Il film sembra riservare un finale inaspettato e non così scontato che farà scoprire che quella storia d'amore così perfetta non era altro che una bugia per salvarsi dalle apparenze e dalla opinione comune oppure anche dal semplice ideale di coppia (in)felicemente sposata.
Amy è viva e vive due volte: la prima nei panni della bionda magra e perfetta moglie, la seconda vestendo la maschera della scorbutica ed annoiata casalinga di mezza età che odia il marito per aver trasformato la loro storia d'amore in una banale storia di coppia, priva di sentimentalismi e piena di noia.
Vediamo in parallelo tre vite che si alternano in diversi spazi temporali: quella di Nick che si trova a lottare contro le accuse di omicidio, quella di Amy che vuole far pagare a Nick il fatto di aver reso la loro romantica storia di amore in una convenzione per salvare le apparenze, e quella vita di coppia immaginaria che Amy ha segretamente scritto in un diario, dove lei è la docile creatura vittima della malvagità di uomo che le aveva promesso fedeltà ed amore per tutta la vita.
Sono tre vite che sembrano non combaciare tra loro: sono come tre linee parallele che continuano sicure per la loro strada e che mai si incontreranno.
Tutto ciò nasce dall'incomprensione tra i due, perché spesso in amore ci dimentichiamo di capire la esigenze dell'altro, dopo i primi periodi felicità condivisa si fa avanti l'egoismo da entrambe le parti e tutta una storia di vita insieme si trasforma in un enorme bugia.
L'unica soluzione per Nick sarebbe aprire la testa di Amy per srotolare fuori ogni suo pensiero contorto e magari sperando di poter tornare indietro al tempo in cui il loro amore era come un bacio in una nuvola di zucchero.