lunedì 16 marzo 2015

Gone Girl - L'amore bugiardo

E' il thriller che ultimamente ci ha tenuto appiccicati allo schermo del cinema: Gone Girl L'amore bugiardo è un film intrigante, adattamento cinematografico del romanzo di Gillian Flynn, diretto da David Fincher.
Un apparente coppia felice che lascia New York per la campagna del Missouri, entrambi ormai giunti alla fine delle loro carriere e sembra anche sul lastrico della loro storia d'amore.
Lei si è trasformata nella donna che si era promessa di non diventare, la classica casalinga noiosa e paranoica e lui si trova a gestire un bar insieme alla sorella.
Al quinto anno del loro anniversario arriva la svolta: Amy sparisce improvvisamente dalla vita di Nick lasciando dietro di sé i pochi indizi di una caccia al tesoro che tradizionalmente ripetevano ogni anno per il loro anniversario.
Tracce di sangue in casa, una presunta gravidanza, un amante ed un alibi poco sicuro sembrano gettare sospetti sul marito Nick, ma se tutto fosse una macchinazione ingegnosa come quella romantica caccia al tesoro per incastrarlo?
I mass media si scagliano contro quello che sembra l'ennesimo caso di violenza casalinga di cui siamo spesso spettatori davanti ad un telegiornale.
Il film sembra riservare un finale inaspettato e non così scontato che farà scoprire che quella storia d'amore così perfetta non era altro che una bugia per salvarsi dalle apparenze e dalla opinione comune oppure anche dal semplice ideale di coppia (in)felicemente sposata.
Amy è viva e vive due volte: la prima nei panni della bionda magra e perfetta moglie, la seconda vestendo la maschera della scorbutica ed annoiata casalinga di mezza età che odia il marito per aver trasformato la loro storia d'amore in una banale storia di coppia, priva di sentimentalismi e piena di noia.
Vediamo in parallelo tre vite che si alternano in diversi spazi temporali: quella di Nick che si trova a lottare contro le accuse di omicidio, quella di Amy che vuole far pagare a Nick il fatto di aver reso la loro romantica storia di amore in una convenzione per salvare le apparenze, e quella vita di coppia immaginaria che Amy ha segretamente scritto in un diario, dove lei è la docile creatura vittima della malvagità di uomo che le aveva promesso fedeltà ed amore per tutta la vita.
Sono tre vite che sembrano non combaciare tra loro: sono come tre linee parallele che continuano sicure per la loro strada e che mai si incontreranno.
Tutto ciò nasce dall'incomprensione tra i due, perché spesso in amore ci dimentichiamo di capire la esigenze dell'altro, dopo i primi periodi felicità condivisa si fa avanti l'egoismo da entrambe le parti e tutta una storia di vita insieme si trasforma in un enorme bugia.
L'unica soluzione per Nick sarebbe aprire la testa di Amy per srotolare fuori ogni suo pensiero contorto e magari sperando di poter tornare indietro al tempo in cui il loro amore era come un bacio in una nuvola di zucchero.

mercoledì 10 settembre 2014

Into the Wild

Nel Luglio del lontano 1992 un gruppo di cacciatori trovarono dentro un pulmino abbandonato in Alaska il corpo in decomposizione di un ragazzo.
Questa era stata la triste fine dell'incredibile avventura di Chris McCandless quando nell'Aprile dello stesso anno aveva deciso di avventurarsi dentro la natura selvaggia dell'Alaska.
Una storia del genere non poteva non essere spunto per un bellissimo film dalle immagini mozzafiato e che cerca di ripercorrere tutti i passi compiuti da quel coraggioso ragazzo che decise di scappare dalla vita di convenzioni che la società gli imponeva per andare alla ricerca di sè stesso.
Il film di Sean Penn è la libera trasposizione del libro di John Krakauer "Nelle terre estreme": Sean Penn non ha deciso di raccontare soltanto la vera storia di Chris ma ha provato a trasformare in termini cinematografici la voglia che ogni uomo ha di trovare la propria libertà.
Alex Supertramp è l'effige del bisogno umano di libertá dalle stesse catene che l'uomo si è costruito per soffocare il prorpio istinto animale.
L'uomo ha soffocato il suo istinto e sacrificato la sua libertà per sopravvivere alla natura, ha negato la sua vera essenza per diventare prigioniero delle sue stesse leggi. 
Numerosi sono gli scrittori e i filosofi che hanno diacusso questo argomento scavando tra ragione ed istinto e prigione sociale, e sono gli stessi ai quali Chris si ispira, ma nessuno di questi ha avuto l'ardire di fuggire come lui.
Chris riesce in due anni di viaggio a colmare i vuoti che i soldi ed una famiglia poco attenta non avevano mai colmato, ma nonostante ció la sua sete di libertà è infinita come gli spazi dello sconfinato Alaska. 
Come nel film La Promessa, sempre diretto da Sean Penn, vediamo un personaggio in attesa di un cambiamento, ma l'attesa di Chris non è statica ma è una continua evoluzione: sente dentro di sé un movimento incessante di pensieri e nuovi stimoli che lo portano sempre più avanti nel proprio viaggio. 
Sean Penn ha voluto raccontarci in un documentario le gesta eroiche, per quanto anche pazze, di un ragazzo che, fuggendo dalle proprie sicurezze, ha sfidato la natura uscendone, purtroppo, sconfitto. 
La natura è crudele all'uomo che ha tentato di rinnegarla come madre, costruendosi le proprie leggi istabili per il raggiungimento della felicitá. 
Penn decide di raffigurare Chris nella scena finale del film con il sorriso mentre rivolge lo sguardo al cielo: nessuno è a conoscenza dei suoi ultimi pensieri, ma io credo che non portasse alcun rimpianto della sua incredibile avventura. 



martedì 12 agosto 2014

Orfani di un padre cinematografico.

Dopo una così lunga assenza mi dispiace tornare a scrivere oggi in occasione di un così grave lutto nel mondo del cinema.
Questa mattina appena sveglia, come di routine, ho aperto Facebook scoprendo, come al solito, prima sul web che alla televisione qualsiasi notizia: oggi sono rimasta sconvolta nel leggere che uno dei più grandi attori dei nostri tempi è stato trovato morto suicida nella sua casa in California.
Robin Williams, l'uomo sempre sorridente, l'attore dai mille volti che mi ha sempre fatto sorridere e sognare durante la mia infanzia è scomparso, lasciando tutti aggrappati con tristezza alle celebri citazioni dei suoi film.
Un premio Oscar, un attore che ha visto il suo esordio come l'alieno nel telefilm Mork e Mindy e che da quel momento si è sudato tutta la sua carriera e il suo successo: un attore di talento, poliedrico e che ha saputo trasmettere messaggi che hanno incantato non solo la mia generazione ma anche quella dei miei genitori e che sicuramente incanteranno la generazione dei miei figli con quei film che sono oramai passati alla storia.
Indimenticabile in "Carpe Diem- L'attimo fuggente", il professore perfetto che ogni studente sogna di incontrare nella propria carriera scolastica: è oramai proverbiale quel "Capitano o mio Capitano" dell'ultima scena, che non nego, mi ha sempre strappato qualche lacrima.
L'uomo dal cuore d'oro, tutti noi lo conoscevamo come l'eterno clown che aiuta i propri piccoli pazienti in ospedale: "Patch Adams" credo che sia uno dei film in cui il suo personaggio rispecchi a fondo anche la sua persona.
Conoscerlo nei panni di Mrs Doubtfire, o in quelli di un Peter Pan un po' troppo cresciuto o in quelli del pazzo inventore di Flubber me lo ha sempre fatto sentire come un padre adottivo, il compagno fedele delle mie serate in solitudine o in famiglia davanti alla televisione o al cinema.
Famoso per le sue abilità di improvvisazione ed impersonificazione, le sue performance sono sempre state caratterizzate da uno humour ingegnoso e veloce, un humour che nascondeva una grande sofferenza e debolezza e dietro il quale nessuno è mai stato capace di scorgere quel clown triste.
Oggi siamo rimasti tutti orfani di un padre cinematografico.